Mielolesioni: riabilitazione e autonomia a Sanremo

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Riabilitazione delle mielolesioni: movimento, autonomia e qualità di vita

Una mielolesione può cambiare il modo di muoversi, percepire il corpo e affrontare le normali attività quotidiane. Ogni persona, però, presenta un quadro diverso. Il livello della lesione, la sua gravità, le funzioni conservate e le condizioni generali possono influenzare profondamente il percorso riabilitativo.

Per questo non esiste un programma uguale per tutti.

Presso Fisiomed Sanremo, il percorso di neuroriabilitazione parte da una valutazione individuale. L’obiettivo è comprendere quali capacità possono essere recuperate o migliorate, quali funzioni devono essere preservate e quali strategie possono aiutare la persona a raggiungere la maggiore autonomia possibile.

Che cos’è una mielolesione?

Il termine mielolesione, o lesione midollare, indica un danno che interessa il midollo spinale.

Il midollo spinale permette la comunicazione tra il cervello e le diverse parti del corpo. Attraverso di esso passano informazioni che contribuiscono a controllare il movimento, la sensibilità e diverse funzioni involontarie dell’organismo.

Una lesione midollare può essere provocata da un trauma, come una caduta o un incidente stradale, oppure da cause non traumatiche, tra cui alcune patologie vascolari, degenerative, infettive o tumorali. Le conseguenze dipendono soprattutto dal punto in cui si trova la lesione e dalla sua gravità.

Si parla generalmente di:

  • lesione completa, quando sotto il livello della lesione non vengono conservate determinate funzioni motorie e sensitive;
  • lesione incompleta, quando alcune funzioni motorie o sensitive risultano ancora presenti.

Questa classificazione deve essere effettuata dal personale medico attraverso una valutazione neurologica specifica. Non può essere stabilita osservando solamente la capacità di muovere un arto o di camminare.

Infografica sulla riabilitazione delle mielolesioni e sul percorso di neuroriabilitazione Fisiomed in tre fasi.

Guarda il Reel: che cosa sono le lesioni midollari?

Le mielolesioni possono essere causate da traumi, incidenti o patologie. Ogni lesione è diversa per livello, gravità e funzioni coinvolte. In questo Reel spieghiamo in modo semplice che cosa significa avere una lesione del midollo spinale e perché non esiste un percorso uguale per tutti.

Guarda il Reel: che cosa sono le lesioni midollari

Quali funzioni possono essere coinvolte?

Le conseguenze di una mielolesione sono molto variabili.

In alcune persone prevale la difficoltà a muovere gli arti inferiori. In altre possono essere interessati anche gli arti superiori, il tronco o la muscolatura respiratoria.

Tra le possibili manifestazioni possono esserci:

  • riduzione o perdita della forza;
  • alterazioni della sensibilità;
  • difficoltà nel controllo del tronco;
  • problemi di equilibrio;
  • difficoltà nei passaggi posturali e nei trasferimenti;
  • alterazioni del cammino;
  • rigidità o aumento involontario del tono muscolare;
  • dolore;
  • affaticamento;
  • alterazioni delle funzioni intestinali, urinarie o sessuali;
  • difficoltà nella regolazione della pressione, della temperatura corporea o della frequenza cardiaca.

Possono inoltre comparire complicanze secondarie, come lesioni da pressione, infezioni urinarie, problemi respiratori, riduzione della mobilità articolare e perdita di forza. Per questo la gestione deve essere multidisciplinare e non limitarsi esclusivamente al recupero del movimento.

Ogni lesione midollare è diversa

Due persone con una lesione apparentemente simile possono avere capacità, difficoltà e obiettivi molto differenti.

Il percorso dipende da numerosi elementi:

  • livello e gravità della lesione;
  • presenza di funzioni residue;
  • causa traumatica o non traumatica;
  • tempo trascorso dalla lesione;
  • condizioni respiratorie e cardiovascolari;
  • eventuali interventi chirurgici;
  • dolore, rigidità o spasticità;
  • condizioni generali di salute;
  • ambiente domestico e familiare;
  • attività che la persona desidera recuperare.

Per questo la riabilitazione non può essere costruita solamente sulla diagnosi. Deve considerare la persona nel suo insieme, le sue capacità attuali e le attività che per lei hanno maggiore importanza.

Quando è utile iniziare o riprendere la riabilitazione?

Dopo la fase ospedaliera, la neuroriabilitazione può proseguire in regime ambulatoriale quando le condizioni cliniche sono stabili e il medico ha dato indicazione alla prosecuzione del percorso.

Una nuova valutazione può essere utile anche a distanza di tempo, per esempio quando:

  • si vuole migliorare un’attività specifica;
  • è aumentata la difficoltà negli spostamenti;
  • si è ridotta la forza o la resistenza;
  • sono comparsi nuovi compensi;
  • si vuole recuperare maggiore sicurezza nei trasferimenti;
  • è necessario adattare gli esercizi;
  • sono cambiati gli ausili o l’ambiente domestico;
  • si desidera mantenere le capacità raggiunte.

In presenza di un trauma recente, improvvisa perdita di forza, alterazione acuta della sensibilità o rapido peggioramento delle condizioni, è necessario rivolgersi immediatamente ai servizi di emergenza. La valutazione fisioterapica ambulatoriale non sostituisce l’assistenza medica urgente.

Come viene effettuata la valutazione in Fisiomed?

La valutazione iniziale serve a stabilire un punto di partenza realistico e a definire obiettivi condivisi con il paziente e, quando opportuno, con i familiari.

Durante il primo incontro vengono raccolte informazioni sulla storia clinica, sulla causa della lesione, sugli eventuali interventi e sul percorso riabilitativo già svolto. È importante portare lettere di dimissione, referti, esami e indicazioni degli specialisti.

La valutazione può comprendere:

  • osservazione della postura e del movimento;
  • analisi delle funzioni conservate;
  • valutazione del controllo motorio;
  • mobilità articolare;
  • forza e resistenza muscolare;
  • sensibilità;
  • equilibrio da seduti o in piedi, quando possibile;
  • passaggi posturali e trasferimenti;
  • modalità di spostamento;
  • cammino, quando presente;
  • livello di autonomia nelle attività quotidiane;
  • presenza di compensi o strategie poco efficienti;
  • utilizzo di ausili;
  • somministrazione di scale funzionali validate.

Le misurazioni non vengono effettuate per assegnare un semplice punteggio. Servono a comprendere quali attività risultano possibili, quali richiedono assistenza e su quali aspetti conviene concentrare il lavoro.

La valutazione può essere ripetuta durante il percorso per verificare i cambiamenti e modificare il programma. Questo sistema di rivalutazione fa parte del percorso Fisiomed, basato su obiettivi progressivi, monitoraggio e adattamento del trattamento.

Guarda il Reel: come lavoriamo nella neuroriabilitazione

Nella riabilitazione delle lesioni midollari lavoriamo con percorsi personalizzati. Gli obiettivi possono comprendere il miglioramento del controllo motorio, della forza, dei trasferimenti e dell’autonomia nelle attività quotidiane.

La riabilitazione non significa soltanto recuperare un movimento, ma aiutare la persona a utilizzare al meglio le proprie capacità e a partecipare con maggiore sicurezza alla vita quotidiana.

Guarda il Reel: come lavoriamo nella neuroriabilitazione

Che cosa facciamo nella riabilitazione delle mielolesioni?

Nel percorso di neuroriabilitazione BRAIN lavoriamo per preservare le funzioni residue, migliorare quelle recuperabili e sviluppare strategie che favoriscano l’autonomia.

Il trattamento può includere attività rivolte a:

  • mantenere o recuperare la mobilità articolare;
  • migliorare il controllo del tronco;
  • allenare equilibrio e stabilità;
  • rinforzare la muscolatura utilizzabile;
  • facilitare i passaggi posturali;
  • migliorare i trasferimenti;
  • allenare la posizione seduta o eretta, quando indicato;
  • lavorare sul cammino, se presente e clinicamente possibile;
  • aumentare la resistenza allo sforzo;
  • imparare modalità più sicure ed efficienti per svolgere le attività quotidiane;
  • utilizzare correttamente gli ausili già prescritti;
  • prevenire rigidità, compensi e perdita delle capacità residue.

Gli esercizi vengono scelti in base alle possibilità della persona e proposti con una difficoltà progressiva. Un’attività può essere semplificata, assistita oppure resa più complessa quando il controllo migliora.

La riabilitazione dopo una lesione midollare non riguarda solamente la possibilità di tornare a camminare. Può significare anche riuscire a mantenere meglio la posizione seduta, spostarsi con minore assistenza, utilizzare con maggiore efficacia gli arti superiori, gestire un trasferimento o partecipare più attivamente alla vita familiare e sociale.

Anche un cambiamento apparentemente piccolo può avere un valore concreto nella vita quotidiana.

Dopo una lesione spinale, lavoriamo passo dopo passo per migliorare movimento, autonomia e qualità di vita

Infografica sulla riabilitazione dopo mielolesione con posizione seduta, trasferimenti, controllo del tronco, uso di ausili e attività quotidiane.

Il percorso riabilitativo richiede obiettivi realistici e personalizzati.

Non è possibile promettere in anticipo quali funzioni verranno recuperate. La riabilitazione, però, può aiutare la persona a utilizzare al meglio le capacità disponibili, sviluppare strategie alternative, prevenire alcune complicanze e migliorare la partecipazione alle attività quotidiane.

Il paziente non viene lasciato solo con una lista di esercizi.

Il fisioterapista osserva come vengono eseguite le attività, fornisce assistenza quando serve, modifica il livello di difficoltà e controlla la risposta allo sforzo. Gli obiettivi possono cambiare nel tempo in base ai progressi, alle necessità e alle priorità della persona.

Il metodo Fisiomed in tre fasi

Il metodo in tre fasi viene adattato alle caratteristiche della mielolesione. Le fasi non hanno una durata prestabilita e possono in parte sovrapporsi.

Fase 1 – Valutazione, sicurezza e funzioni di base

La prima fase serve a conoscere il quadro clinico e individuare le capacità su cui costruire il percorso.

Gli obiettivi possono comprendere:

  • mantenere una mobilità articolare adeguata;
  • gestire dolore, rigidità e affaticamento;
  • migliorare il controllo della posizione seduta;
  • iniziare attivazioni muscolari tollerabili;
  • rendere più sicuri i cambi di posizione;
  • individuare eventuali compensi;
  • definire obiettivi concreti insieme al paziente.

In questa fase vengono considerate anche le indicazioni mediche, gli eventuali ausili e le precauzioni necessarie.

Fase 2 – Controllo motorio, forza e funzione

Quando le condizioni lo permettono, il lavoro diventa progressivamente più attivo.

La persona può essere guidata nell’allenamento di:

  • controllo del tronco;
  • equilibrio;
  • forza delle funzioni residue;
  • trasferimenti;
  • spostamenti;
  • resistenza;
  • coordinazione;
  • posizione eretta o cammino, quando indicati;
  • attività collegate alla vita quotidiana.

Gli esercizi non vengono scelti solamente per muovere un muscolo. Devono avere un collegamento concreto con le attività che la persona desidera recuperare o gestire meglio.

Fase 3 – Autonomia, partecipazione e mantenimento

La terza fase serve a consolidare quanto raggiunto e trasferirlo nella vita quotidiana.

Gli obiettivi possono riguardare:

  • maggiore autonomia personale;
  • gestione più efficace degli spostamenti;
  • riduzione dell’assistenza necessaria;
  • aumento della resistenza;
  • ritorno ad attività familiari, sociali o lavorative;
  • mantenimento della mobilità e della forza;
  • costruzione di un programma attivo sostenibile nel tempo.

Il percorso viene rivalutato periodicamente. Se cambiano le capacità o le necessità, vengono definiti nuovi obiettivi.

Un lavoro multidisciplinare

Una mielolesione può coinvolgere aspetti motori, sensitivi, cognitivi, respiratori, psicologici e sociali. Per questo, quando necessario, il fisioterapista collabora con altri professionisti.

Il percorso può coinvolgere il neurologo, il fisiatra, la neuropsicologa, il logopedista e gli altri specialisti che seguono il paziente.

Sul sito puoi approfondire:

Il percorso BRAIN di Fisiomed è organizzato proprio per considerare la persona nelle sue dimensioni motorie, cognitive, familiari e sociali, con l’obiettivo di favorire autonomia e qualità della vita.

Quanto dura la riabilitazione?

Non esiste una durata uguale per tutti.

I tempi dipendono dal tipo e dal livello della lesione, dalle funzioni conservate, dalle condizioni generali, dalla presenza di complicanze, dagli obiettivi e dalla risposta al trattamento.

Il percorso può prevedere periodi di lavoro più intensivo, fasi di mantenimento e successive rivalutazioni. Anche quando il recupero neurologico è limitato, può essere utile lavorare sulla forza disponibile, sulla resistenza, sulla prevenzione delle rigidità e sulle strategie necessarie per aumentare l’autonomia.

Il numero e la frequenza delle sedute vengono quindi stabiliti dopo la valutazione e modificati in base all’andamento del percorso.

Cosa può fare il paziente?

La partecipazione attiva è una parte importante della neuroriabilitazione.

Può essere utile:

  • seguire le indicazioni condivise con il team;
  • comunicare dolore, stanchezza o nuovi sintomi;
  • eseguire solamente gli esercizi indicati;
  • evitare programmi trovati online e non adattati alla propria condizione;
  • utilizzare gli ausili secondo le indicazioni ricevute;
  • coinvolgere i familiari quando è necessario imparare modalità di assistenza più sicure;
  • mantenere controlli medici regolari;
  • segnalare tempestivamente cambiamenti della sensibilità, della cute o delle funzioni generali.

Conoscere meglio la propria condizione aiuta a partecipare alle decisioni e a riconoscere gli obiettivi realmente importanti.


Fonti autorevoli

Domande frequenti

Mielolesione e lesione midollare sono la stessa cosa?

Sì. I due termini indicano un danno che interessa il midollo spinale. Le conseguenze dipendono dal livello, dalla gravità e dalla causa della lesione.

Qual è la differenza tra lesione completa e incompleta?

In una lesione incompleta alcune funzioni sensitive o motorie sotto il livello della lesione sono conservate. La classificazione deve essere effettuata attraverso una valutazione neurologica specialistica.

Dopo una lesione midollare si può tornare a camminare?

Non è possibile rispondere senza conoscere il quadro clinico. La possibilità di recuperare il cammino dipende da molti fattori. In ogni caso, la riabilitazione non si concentra solo sul cammino, ma anche su autonomia, trasferimenti, controllo del tronco, forza e attività quotidiane.

Quando deve iniziare la riabilitazione?

La riabilitazione viene avviata secondo le indicazioni dell’équipe ospedaliera, quando le condizioni cliniche sono sufficientemente stabili. Dopo la dimissione può proseguire in ambulatorio con obiettivi progressivi.

Servono nuovi esami prima della valutazione?

È utile portare tutti gli esami, le lettere di dimissione e le indicazioni già disponibili. La necessità di ulteriori accertamenti viene stabilita dal medico in base al quadro clinico.

Quante sedute sono necessarie?

Non esiste un numero standard. Frequenza e durata dipendono dagli obiettivi, dalle condizioni generali e dalla risposta al trattamento.

La riabilitazione deve provocare dolore?

Il lavoro può essere impegnativo, ma non deve ignorare dolore, stanchezza o altri segnali. Il carico viene adattato e la risposta del paziente viene controllata durante il percorso.

I familiari possono essere coinvolti?

Sì. Quando necessario, i familiari possono essere aiutati a comprendere gli obiettivi del percorso e a gestire in modo più sicuro l’assistenza nelle attività quotidiane.


Ogni mielolesione presenta caratteristiche diverse. Una valutazione individuale permette di comprendere quali capacità possono essere allenate, quali funzioni devono essere preservate e quali obiettivi possono migliorare concretamente la vita quotidiana.

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